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Caso Loris: quello che è stata appena scoperto è inquietante “Veronica era…”

Finalmente un'altra novità degna di nota nel caso di Loris Stival, il ragazzino di 8 anni trovato morto in un canalone di scolo a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa. Dal novembre 2014 ad oggi, ecco un'altra novità, che si va ad aggiungere alle molte rivelazioni già sul tavolo L’esito della perizia psichiatrica darebbe mamma Veronica Panarello capace di intendere e di volere. Inoltre, su di lei graverebbe un indizio grave, che andrebbe a smentirel’ultima versione dei fatti fornita, quella in cui accusa dell’esecuzione materiale dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere del figlio suo suocero Andrea Stival. Veronica aveva depositato che il padre di suo marito Davide avrebbe strangolato il piccolo Loris e che, su sua richiesta, lei avrebbe guidato la Polo nera fino al canalone di contrada Mulino Vecchio. Seempre Andrea Stival – sempre secondo Veronica – avrebbe preso il cadavere dal bagagliaio dell’auto, sollevarlo di peso ed appoggiarlo sul muretto in cemento da cui cui sarebbe poi stato buttato giù. Nessun riscontro per questa versione di Veronica, con un grave indizio a confutare il tutto: le scarpine di Loris con la punta sporca di terriccio. Gli esami compiuti dai periti incaricati dalla Procura di Ragusa, appurarono la presenza di terra sulla punta della scarpetta destra di Loris, segno di un probabile trascinamento. Di quella terra però non fu trovata traccia sulle suole delle calzature. Dunque chi lo ha ucciso non sarebbe riuscito a trasportarlo, ma lo avrebbe trascinato. Questa nuova contraddizione potrebbe rappresentare un nuovo indizio di colpevolezza a carico dell’unica sospettata che è in galera dall’8 dicembre 2014 perché vista dalle telecamere di videosorveglianza del paesello.

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