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Accendere l'ufficio con le pareti luminose

La luminosità è uno dei principali fattori che contribuiscono a migliorare il livello di vivibilità degli ambienti lavorativi, non solo attraverso la dotazione illuminotecnica degli uffici ma anche, ad esempio, attraverso l'utilizzo preferenziale del vetro nelle pareti divisorie che scandiscono la progettazione dei percorsi e delle diverse aree funzionali, a tutto beneficio di un modello di comfort idealmente ispirato a quello domestico.

Una nuova tecnologia sembrerebbe in procinto di fornire un ulteriore contributo alla luminosità degli spazi abitativi e professionali, candidandosi a ridimensionare il ruolo delle classiche lampadine. Il governo britannico avrebbe infatti investito con decisione in una start up gallese, la Lomox, titolare di un brevetto che ripensa la tecnologia dei diodi ad emissione luminosa in un'ottica di riduzione dei costi e ottimizzazione energetica.

Obiettivo finale sarebbe quello di dar vita a vere e proprie pareti luminose trattate con speciali rivestimenti o a pittura, capaci di riprodurre la luce solare mettendo a disposizione interruttori progressivi simili a quelli delle lampade domestiche per regolare l'intensità luminosa. Un bel salto di qualità sotto il profilo dei consumi, visto che la tecnologia a led, funzionante a 3 e 5 volt, promette un'efficienza doppia rispetto alle lampadine risultando in aggiunta immune all'ossidazione grazie alla particolarità del trattamento chimico utilizzato.

In futuro potrebbe quindi bastare una carta da parati o una speciale pittura per ottimizzare l'illuminazione degli ambienti, sfruttando un sistema a pannelli solari o a batterie per l'alimentazione ed evitando inoltre i livelli di dissipazione energetica legati alla tecnologia led più tradizionale. La novità potrebbe fare il suo debutto nel giro di pochi anni ed estendere il suo campo d'applicazione agli schermi di computer, televisori e telefonini.

(foto © Lomox)

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