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Caldaie, serramenti & co

La casa passiva resta al momento più che altro un edificante esempio dato soprattutto da mercati virtuosi come quello tedesco e svizzero. Intervenire in maniera anche radicale sulle prestazioni energetiche della propria abitazione non comporta tuttavia costi necessariamente proibitivi, con risultati economici assicurati soprattutto nel medio-lungo periodo. Senza poi contare l'immancabile vantaggio in termini di appetibilità dell'immobile in caso di vendita, considerando che la presenza di infissi usurati o obsoleti comporta spesso uno sconto anche considerevole.

Secondo una ricerca svolta dall'Aspra in collaborazione con il Politecnico di Milano, che ha preso a riferimento un appartamento di 100 metri quadri collocato nel capoluogo lombardo (dov'è assoluta la prevalenza di tipologie immobiliari scarsamente efficienti, spesso collocate in categoria F o G) un investimento dell'entità di 20mila euro potrebbe essere pienamente recuperato nel giro di 11 anni, nel caso si procedesse a interventi migliorativi sulla coibentazione delle pareti e alla sostituzione dei serramenti. Queste misure, più in particolare, potrebbero di per sé produrre un miglioramento dell'efficienza dell'immobile pari a una riduzione del 79% del fabbisogno energetico richiesto.

Rispetto alla situazione iniziale sarebbero circa 10.500 i kWh/a risparmiati, pari a 1.100 mc di gas metano bruciati in meno, nel caso fosse questa la fonte di alimentazione utilizzata, per qualcosa come 750 euro aggiuntivi l'anno. La spesa richiesta sarebbe comprensiva di costi di progettazione, direzione dei lavori e pratiche per la detrazione fiscale del 55%, prorogata per gli interventi di ristrutturazione volti al miglioramento delle prestazioni energetiche in linea con quanto prescritto dall'Unione Europea.

L'investimento si farebbe naturalmente più impegnativo nel caso a necessitare di interventi di coibentazione fosse il tetto, oppure la sostituzione dovesse riguardare una caldaia di tipo tradizionale, da rottamare in favore di un impianto a condensazione. Per regolarizzare gli interventi soggetti a detrazione va inviata apposita comunicazione all'Agenzia delle entrate tenendo presente che la proroga ha modificato il limite temporale dell'agevolazione, spalmata nel corso di dieci anni anziché in cinque come avveniva prima.

p> (foto © Zenarchitects)

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