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Una breve guida su come curare un bonsai: un'opera d'arte mai finita

Per gli amanti del genere ecco una breve guida su come curare un bonsai, la particolare tecnica nata in Cina e sviluppatasi in Giappone, che consiste nell'arte di creare miniature di alberi coltivandoli in piccoli vasi rispettando, comunque, l'equilibrio vegetativo e funzionale.Il termine bonsai è giapponese ed è costituito da due ideogrammi: bon, significa vassoio, sai, significa in senso lato, coltivare.

Bonsai: l'unione dell''arte con la natura

L'arte del bonsai implica la conoscenza, in maniera più generale, della botanica e, in modo particolare, delle tecniche bonsaistiche.Il bonsaista impiega svariate tecniche per dar forma a una comune pianta secondo uno stile preciso e trasformarla in un bonsai. Questo lavoro si esegue per un tempo che dipende dal ritmo di crescita naturale della pianta e possono passare anche parecchi anni affinché la pianta raggiunga la forma voluta.Quando la pianta è finalmente diventata un bonsai, il lavoro del bonsaista non è finito, in quanto per mantenere la forma ottenuta è necessaria una cura continua. Mantenere e far crescere un bonsai, infatti, non è, sicuramente, una cosa facile.Vediamo, a tal proposito, alcune delle tecniche di base su come curare un bonsai.

Potatura: con questa operazione si rimuovono i rami di piccole e grandi dimensioni. Riguardo al bonsai si hanno due tipi di potatura, quella di mantenimento e quella di formazione.La prima può essere eseguita tutto l'anno ed è una potatura più leggera e meticolosa che ha lo scopo di formare i palchi, cioè un insieme di foglie e rami fatti crescere in modo tale da formare una superficie uniforme.La potatura di formazione, invece, deve essere fatta nel periodo del riposo vegetativo ed ha come scopo principale quello di formare i rami principali e di dare la forma generale alla pianta.Cosa molto importante è che la potatura sia eseguita con forbici specifiche ed affilate, in quanto un taglio netto consente una cicatrizzazione veloce della ferita e limita i danni all'albero.È sempre bene cominciare la potatura dalla parte alta della pianta in modo da avere accesso a tutti i rametti.

Filo: questa tecnica consente di dare un aspetto maturo a piante giovani correggendo la direzione dei rami in modo che questi crescano orizzontalmente. Per fare ciò si avvolgono tronco e rami in spire di filo di metallo (in genere di alluminio o, per rami grossi, anche di rame) e di piegarli, modificandone, appunto, l'andamento.

Cure invernali: nella stagione fredda i bonsai vanno riparati adeguatamente, soprattutto quelli che hanno subito interventi di potatura recenti. A questo scopo è bene cospargere il terriccio con aghi di pino o foglie secche evitando così sbalzi termici eccessivi.

Cure estive: molti bonsai, come faggio ed acero, durante il periodo estivo tendono ad avere una vegetazione troppo lussureggiante che impedisce ai raggi solari di raggiungere le parti interne della pianta, ingrandendo così le foglie. Per evitare ciò le foglie possono essere tagliate a metà (perpendicolarmente rispetto ai vasi fogliari) favorendo così la crescita di gemme avventizie che daranno origine a foglie di piccole dimensioni. Nei luoghi molto assolati si può ricorrere anche al telo ombreggiante, acquistabile presso tutti i vivai.

Esistono, infine, altre tecniche che permettono di modificare la forma del tronco o di un ramo attraverso, ad esempio, pesi e tiranti.In particolare, poi, trattando opportunamente rami o tronchi morti, sbiancandoli o scortecciandoli, si ottiene col tempo un particolare effetto chiamato jin.

La perfezione estetica

Una guida su come curare un bonsai non può non indicare i vari stili che la pianta può assumere.I giapponesi hanno dato delle regole precise circa la forma che la pianta deve assumere, creando degli stili attraverso i quali si cerca di raggiungere la perfezione estetica.C'è da dire, comunque, che ogni pianta ha una sua personalità e caratteristiche proprie; pertanto si dovrà cercare di far notare il meno possibile, su di esse, l'intervento dell'uomo. La cura e il mantenimento del bonsai è strettamente correlata, infatti, allo stile che il bonsaista vuole creare.

Stile eretto formale: è uno stile facile da ottenere per ginepri e conifere in genere che crescono verso l'alto. È caratterizzato da un tronco rigido e dritto e da una chioma triangolare con palchi sempre più piccoli.

Stile eretto casuale: è, sicuramente, il più facile da realizzare ed è formato da un tronco più o meno sinuoso.

Stile scopa rovesciata: è uno stile eretto facile da ottenere con olmo e acero. In questo stile è importante che i rami diventino sempre più piccoli e fitti allontanandosi dal tronco.

Stile Spazzato dal vento: con questo stile si ricrea l'effetto che la forza del vento ha sulle piante. È caratterizzato da palchi e rami diretti quasi tutti in una parte e da un tronco spesso ricco di legna secca o numerose curve. È difficile da realizzare e di conseguenza un bonsai che in questo stile risulti naturalmente equilibrato ha un grande valore.

Stile su roccia: è molto apprezzato per le capacità di evocare scenari reali e suggestivi. In questo stile una parte del tronco e delle radici sono incastrati attorno ad una pietra. Difficile da realizzare sulle conifere in genere, mentre risulta più facile da realizzare con ficus e acero, che hanno radici a crescita veloce.

Stile cascata: si cerca di simulare una pianta che vive attaccata ad un dirupo. È caratterizzato, quindi, da un tronco che si piega subito dopo il nebari, termine che indica le radici in vista e la base del tronco.

Stile litterato: è caratterizzato da un singolo tronco, con piccole curvature, e da una poca vegetazione a palchi nella parte alta del bonsai.Questo stile rappresenta la massima evoluzione del simbolismo nel bonsai.

Stile boschetto: è caratterizzato da tronchi multipli che riprende le naturali forme di un bosco. I tronchi sono sempre in numero dispari e di dimensione differente. Importante è la posizione di ogni singola pianta che devono dare una sensazione di profondità e naturalezza. Per questo tipo di bonsai si deve usare un vaso molto basso.

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