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Consigli su come innaffiare le piante grasse

Una delle operazioni più importanti per consentire la crescita sana e soddisfacente delle nostre piante è senza alcun dubbio l’annaffiatura.

Quando il campo si restringe alle sole piante grasse si osserva spesso una certa confusione riguardo a frequenza e modalità di questa operazione, fino ad arrivare all’errore più comune che consiste nel pensare che le piante grasse non abbiano bisogno di essere annaffiate.

Tutte queste errate informazioni conducono spesso al progressivo deperimento delle piante fino al punto in cui non è più possibile recuperarle.

Ecco allora che diventa essenziale capire come innaffiare le piante grasse e quali sono le regole generali per farle prosperare

Terriccio e vasi adeguati per migliorare le innaffiature

E’ opinione comune che i luoghi d’origine di tutte le piante grasse siano unicamente i deserti costituiti da dune sabbiose e soprattutto dove le precipitazioni sono per lo più assenti. In realtà le tipologie di piante comunemente chiamate grasse, sono molto numerose e diverse per provenienza, il che comporta per ognuna delle differenze di temperatura e terra.

Qualsiasi indicazione su come innaffiare le piante grasse risulterebbe dunque incompleta senza porre l’adeguata attenzione verso altri fattori quali la composizione del terriccio, la velocità di asciugatura di quest’ultimo e il periodo di quiescenza della pianta.

Caratteristiche del terriccio adeguato

Le radici di questo genere di piante, risentono di una lunga permanenza in ambiente umido per cui il primo intervento potrebbe consistere nell’eliminare il terriccio compatto il quale oltre ad essere asfittico, trattiene troppa acqua.

Umidità e mancanza di ossigeno sono infatti le principali responsabili della morte di queste piante e dell’attacco da parte di funghi, quindi la caratteristica fondamentale che deve possedere il substrato di tutte le piante grasse è un buon drenaggio. Una miscela che può andar bene in numerosi casi potrebbe essere composta da 1/3 di terriccio universale e 2/3 di materiale inerte quale sabbia, pomice, ghiaia, lapillo, argilla espansa.

Da non trascurare il sottofondo, che dovrebbe essere costituito da solo lapillo.

Questa miscela deve variare se utilizzata per le piante con foglie le quali hanno bisogno di un terreno con più humus.

Qualche suggerimento sui vasi

Le piante grasse crescono bene in vasi larghi e bassi, perché la superficie del substrato esposta all’aria è più ampia e questo favorisce l’evaporazione dell’acqua. Accade spesso, infatti, che nei vasi profondi il terriccio sul fondo rimanga sempre un po’ umido e come abbiamo spiegato, questo favorisce il deperimento delle radici e l’attacco di funghi. I vasi in terracotta dovrebbero essere la scelta privilegiata per tutte le piante grasse, ma dato che non sempre è possibile optare per questa soluzione, si può ripiegare senza troppi timori su quelli di plastica ricordando, in entrambi i casi, di constatare la presenza dei fori di drenaggio sul fondo degli stessi.

Le innaffiature

Devono iniziare con estrema precauzione all'inizio della primavera e in questo periodo il terreno dovrà essere lasciato ad asciugare per qualche settimana, prima di ripetere l’innaffiatura.

Le piante dovranno essere innaffiate al mattino e sia la quantità di acqua che la frequenza, andranno aumentate in maniera graduale fino all'inizio dell'estate.

Le cactacee rallentano fin quasi a bloccare ogni attività durante i mesi estivi più caldi, per cui la quantità d'acqua dovrà essere nuovamente ridotta o comunque limitata ad alcune spruzzature serali per rinfrescarle. Le piante grasse annaffiate molto verso la fine dell'estate potrebbero ammalarsi e marcire, quindi è sempre opportuno procedere con gradualità. Le piante con foglie, invece, sono per la maggior parte in piena attività e per questo vanno innaffiate ogni qualvolta la terra è asciutta, mentre l’indicazione di preferire la sera per questa pratica resta invariata.

Numerose specie tornano a crescere e fiorire in autunno, come ad esempio molti, Mesembriantemi per cui in questo periodo si può concedere un po' più acqua, controllando sempre che non ristagni nel sottovaso. In ogni caso si dovranno rallentare progressivamente le innaffiature a tutte le piante, continuando a tenerle in piena luce, ma ponendole al riparo da eventuali piogge. Nel mese di ottobre, ad esempio, è opportuno non superare il numero di due innaffiature a 15 giorni di distanza l’una dall’altra durante le quali si prepara la pianta al riposo, miscelando all’acqua sostanze antimicotiche e antiparassitarie specifiche.

All’inizio dell’inverno, l'abbassamento della temperatura richiede la sospensione delle innaffiature anche nelle zone dove il clima è favorevole. Ciò consente alla terra si asciugarsi, prima del riposo invernale.

Regole generali

Una buona regola generale a cui ricorrere quando non si è certi sul periodo di stasi vegetativa è quella di non bagnarla affatto, dato che una pianta grassa può essere più danneggiata dal mancato riposo, che non la carenza di acqua. Altra valida regola generale è quella di bagnare il terriccio solo quando questo risulta completamente asciutto, quindi una corretta indicazione su come innaffiare le piante grasse, deve tener conto dell’intervallo di tempo intercorso tra le due somministrazioni di acqua e questo risulta condizionato, come abbiamo visto, dal tipo di vaso, dal drenaggio del terriccio, dalla stagione e dal tipo di pianta. Se tutte le indicazioni vengono messe in pratica tale periodo oscilla fra i 3 e gli 11 giorni.

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