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Comodini: la scelta non scontata

Dimmi che comodino hai, e ti dirò chi sei. O probabilmente cosa leggi. Tra i pezzi d'arredo più interattivi della camera da letto, perennemente invasi da accessori e riviste, oppure soggetti all'ordine più immacolato, comodini e comò si affrancono spesso dall'ispirazione strettamente classica o basic per osare, spesso e volentieri, soluzioni a cavallo tra pop, naive e hi-tech.

Se tra le scelte più gettonate ci sono quelle che privilegiano la praticità, come i comodini sospesi o i contenitori modularifatti per razionalizzare al massimo quella che è una vera arte - ossia la tecnica di progettare lo storage domestico coniugando funzionalità e stile - sempre più apprezzati sono anche i mobili dal look più contemporaneo, lontano anni luce dal classico comodino della nonna.

A livello di materiali innanzitutto: buon esempio ne è il sistema cassettiera + comodino Ghost Buster di Kartell, rivisitato da Philippe Stark all'insegna dell'ineffabilità: realizzato in materiale plastico sommando andamento lineare a ricurvo, è una presenza discreta che, proprio come un fantasma, rivela e nasconde al contempo il suo contenuto, imponendosi nondimeno per la propria accattivante essenzialità stilistica.

Per chi si sente – dolce - vittima della rassegna stampa serale, o tiene sul comodino più libri in contemporanea, Kaballo di Roberto Giacomucci propone invece un piano d'appoggio dotato lunghissimo schienale per sorreggere e illuminare le pile di letture. Se dell'essenzialità la vostra camera da letto non sa che farsene, travolta da una personalità esuberante, le suggestioni pop e neobarocche hanno gioco facile: ecco allora fare il loro ingresso trionfale soluzioni più scanzonate come i comò Concept di Modà, ispirate al mondo dei cartoon, della pop art o delle fiabe.

foto © Kartell

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