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Eco-design: una provocazione 'insostenibile'

Se avete il pallino della sostenibilità, anche in fatto di arredo d'ambiente, non sarete probabilmente rimasti indifferenti di fronte alla provocazione lanciata dal designer e architetto milanese Marco Capellini: Nuclear!, un prototipo di sgabello che riutilizza scorie nucleari per il 70% della sua composizione, affogandole in una struttura di resina naturale trasparente che dovrebbe idealmente proteggerlo dal rischio di dispersione.

Ideale capostipite di una collezione battezzata Warning!, e incentrata proprio sul riutilizzo di scorie nucleari, il progetto impone con particolare forza all'attenzione la questione del crescente dilagare di prodotti improntati all'eco design e al recupero di materiali di scarto. Un affollarsi di proposte che lasciano spesso il consumatore privo di efficaci strumenti di scelta in assenza di un criterio univoco di certificazione delle reali performance ecologiche dei prodotti.

E se è evidente che nel caso del prototipo in questione non siamo di fronte ad effettivo riciclo, quanto piuttosto a una forma provocatoria di azzardato stoccaggio, non sempre la scarsa sostenibilità delle proposte espresse dal design più innovativo risulta così facilmente identificabile.

Fortunatamente il fermento del settore permette comunque di intravedere innumerevoli potenzialità di sviluppo, nucleare a parte. Tra gli appuntamenti che si preparano a fare il punto della situazione anche il salone dell'arredamento di Torino Expocasa 2011, dove tra il 26 febbraio e il 6 marzo prenderà vita la seconda edizione di ToBEco, appuntamento specificamente dedicato agli sviluppi del design green e più in particolare, per l'edizione di quest'anno, alla sostenibilità dello spazio cucina.

(foto © Capellini consulting)

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