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Executive desk, tra prestigio e democraticità

L'attenzione per una corretta organizzazione degli spazi professionali rappresenta certamente una forma di rispetto per i lavoratori, nonché un significativo elemento di ottimizzazione delle performance. Quali sono i fattori di comfort più apprezzati all'interno degli uffici? Senza dubbio la qualità ergonomica delle sedute, opzione segnalata dal 92% dei lavoratori, seguita dalla presenza di spazi raccolti e silenziosi dove poter raggiungere il giusto livello di concentrazione, cruciale per un buon 88% di dipendenti.

L'arredo ufficio si sta muovendo ormai verso una crescente smaterializzazione, dove a contare sono sempre di più i device tecnologici multimediali che accorciano le distanze tra le persone fisiche ad esempio attraverso le strumentazioni di videoconferenza. Anche gli spazi riunione tendono a farsi sempre più informali e diffusi, con sale meeting integrate in modo meno istituzionale all'ambiente d'insieme, improntato all'open space dove a prevalere è soprattutto l'utilizzo di alluminio e vetro.

Non perde però il suo valore simbolico, rappresentativo dell'indice di prestigio raggiunto dall'azienda, l'arredo direzionale che trova la sua chiave di volta nell'executive desk. Tradizionalmente concepito in forma rettangolare, o in alternativa ovale, il tavolo dirigenziale si rivolge con crescente favore verso la forma quadrata nelle versioni 130 x 130 cm, 160 x 160 cm, 180 x 180 cm o 200 x 200 cm a quattro o otto posti.

Il suo pregio coincide con la funzionalità, visto il doppio utilizzo possibile in chiave di scrivania e spazio dedicato alle riunioni, ma soprattutto con il suo carattere democratico: la forma quadrata consente infatti di ripensare velocemente la posizione dei presenti in caso di nuovi arrivi senza calcare troppo la mano sull'aspetto gerarchico dei ruoli aziendali.

(foto © photoexit)

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