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Fabrizio Corona shock: "Quella notte in carcere me lo hanno..."1

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"Oggi credo nuovamente nella giustizia e nelle persone che ricoprono ruoli importanti nella magistratura italiana. [Sono fuggito in Portogallo perché, ndr] non volevo che la mia vita finisse in galera. Ho cercato una soluzione. Volevo salvarmi. Nessuno può capire che cos’è il carcere se non lo ha vissuto pienamente e duramente. Non era una semplice custodia cautelare la mia. Era una condanna definitiva. In totale quattordici anni e due mesi. Da quando sono uscito dal carcere non ho mai raccontato la mia vita tra le sbarre. Provo vergogna, mi fa male, il ricordo lacera la mente e il cuore. Lo fa sanguinare. Di notte però capita spesso di svegliarmi all’improvviso e di non credere che sia finita. Posso solo dirle che in galera mi è successo di tutto. L’inimmaginabile. Non è stata una semplice detenzione. Non ho mai pensato di togliermi la sacra vita che in quelle condizioni diventa ancora più sacra. [Mio figlio Carls, ndr] l'ho lasciato bambino, l'ho trovato un ometto. Mi ha stretto forte. E mi ha dato la forza di andare avanti. Aveva capito tutto. Per la prima volta mi sono sentito io figlio, lui padre. Per la prima volta non ero più solo al mondo. [Di Belen, ndr] ho visto le sue nozze a 'Verissimo' e le ho lette su 'Chi'. L'ho vista diventare moglie, mamma e ho visto l'evolversi la sua carriera. Negli alti e nei bassi. Ho seguito il tutto con molta indifferenza. Io e Belen oggi siamo due persone completamente diverse da quelle che si erano amate follemente. [...] Ho sognato mio padre Vittorio quasi tutte le notti. Era con me. Mi proteggeva. Era come se fosse lì. Mi ha salvato, sostenuto, dato una forza inspiegabile. Lui c'era. Andarlo a trovare al cimitero? No. Mai. Per pudore, per vergogna, per averlo deluso".CONTINUA A LEGGERE...

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