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Giardino giapponese: equilibrio dinamico

Una suggestione millenaria che nasce dal contrasto tra elementi simbolici come acqua, roccia e vegetazione, e da un senso di profondo equilibrio concepito per predisporre alla quiete e a un atteggiamento di distensiva meditazione. Il giardino giapponese gioca su una curatissima composizione di aree rivestite di ghiaia e muschio, recinzioni, stagni e cascate per evocare uno scenario naturale insieme dinamico e pacificato, con una netta preferenza per le piante sempreverdi.

Per calcolare con precisione gli effetti compositivi e prospettici finali dell'insieme, le piante vengono preferibilmente inserite a uno stadio di sviluppo già avanzato abbondando soprattutto nella scelta di cespugli a foglia larga e conifere, con suggestive macchie di colore create da camelie, azalee, fiori di pesco e albicocco e, quando l'autunno rivela i suoi cromatismi più belli, ginko e acero.

L'elemento acquatico tende a scorrere con naturalezza, così che alle fontanesi preferiscono cascate scenografiche immerse tra i percorsi arborei. Altro elemento distintivo, che richiama una particolare variante di giardino giapponese, quello del tè, sono le lanterne.

Tra le interpretazioni più diffuse, specie in chiave di complemento d'arredo adottato per le sue doti anti stress, c'è il giardino 'secco', composto da una distesa di ghiaia interrotta da pietre disposte in maniera irregolare. I giardini zen in miniatura prendono il nome di Bonseki e richiamano le antiche pratiche di meditazione dei monaci zen: questo valorizzando il contrasto simbolico tra lo stato di equilibrio della mente, evocato dalla distesa di ghiaia, e l'elemento di irregolarità introdotto dal pensiero simboleggiato dalle rocce.

(foto © Maureen Love)

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