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"Non una, non dieci, ma mille!": Isis, ora l'allarme sono le donne

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Prima erano solo semplici “mogli di jihadisti”, oggi sono state “promosse”. Si parla delle donne arruolate nell’Isis, che stanno combattendo in Libia e si sono dichiarate pronte a compiere attentati suicidi. Secondo alcuni esperti, infatti, fino a mille donne avrebbero aderito al movimento islamico: si tratta per la maggior parte di “nuove leve” di origine tunisina, che si sarebbero sottoposte a un addestramento di tre settimane, in cui “avrebbero studiato” da “kamikaze”. Sempre secondo questo studio, i jihadisti hanno scelto di “investire” su giovani donne, più o meno intorno ai 15 anni: si tratta di una nuova politica, differente ad esempio da quelle utilizzate sempre dai jihadisti in Iraq e Siria. La conferma arrivata dal capo del consiglio militare di Sabratha, Taher al-Gharabli, che ha raccontato di almeno sette donne arrestate e più di tre uccise nel corso dell'offensiva lanciata negli ultimi mesi contro l'Isis, a seguito dei raid aerei degli Usa: “Diverse donne sono state uccise in territorio libico, combattevano al fianco degli uomini. Una di loro si è fatta esplodere”.

 

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