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Pavimento cucina: la versatile bellezza della pietra

Non è sempre la soluzione più economica ma certamente una delle più apprezzate nel tempo: scegliere la pietra naturale per la cucina, dove per definizione il pavimento è più soggetto a sostanze aggressive quali olio e limone, permette di spaziare tra numerose possibilità a livello di venature, varietà cromatiche e finiture. Per garantire la durata nel tempo la superficie dev'essere naturalmente trattata nel modo più idoneo, così da compensare la porosità del materiale ed accrescerne la resistenza, mentre per creare un look più seducente è il caso di optare per superfici quanto più possibile continue, con un numero di congiunzioni limitate al minimo.

La scelta del materiale è legata sia al budget che al mood dello spazio cucina: la pietra calcarea può ad esempio sposare con particolare efficacia uno stile minimalista, il marmo lucidato a specchio valorizzare un ambiente dall'ispirazione più classica, l'ardesia fare dell'imperfezione la chiave di volta del proprio fascino.

Una soluzione largamente utilizzata è la pietra ricostruita, formata ad esempio da composti di marmo, quarzo e collanti e impiegata sia per le pavimentazioni che per dettagli d'arredo come gli elementi di rivestimento del camino. Particolarmente funzionale è la ceramica effetto pietra, che sfrutta la grande resistenza della ceramica all'usura e si articola in una gamma sconfinata di colori e finiture.

Tra le proposte più gettonate per unire seduzione antica e praticità c'è in particolare il gres porcellanato, realizzato anche in versione pietra di Borgogna e opzionabile in piastrelle di grandi dimensioni e senza soluzione di continuità.

(foto © Globus)

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