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Piastrelle cucina, come sceglierle

Fra i vari ambienti della casa, la cucina è uno dei luoghi più vissuti. E' qui, ad esempio, che si utilizzano materiali che posso contenere anche sostanze aggressive come l'aceto, il succo di limone, l'olio.

Necessitando di una continua pulizia e igiene, occorrono certamente piastrelle di cucina a elevate prestazioni. Le piastrelle devono essere resistenti all'acqua e alle macchie, nonché di facile pulizia, e non devono essere facilmente attaccabili dagli acidi presenti nei vari detergenti.

Ecco i vari tipi di piastrelle:

Monocottura: piastrelle ideali sia per il rivestimento delle pareti che per il pavimento. Possono essere a pasta bianco o rossa, a secondo del colore del supporto. In questo caso, l'impasto e smalto vengono cotti contemporaneamente ad una temperatura superiore ai 1000 °C. Il risultato finale è una piastrella di ceramica piuttosto dura.

Bicottura: piastrelle realizzate mediante due cotture, la prima per consolidare il supporto, la seconda per fissare lo smalto. La doppia cottura assicura maggiore brillantezza e colori vivi e ben definiti. Indicate maggiormenti per il rivestimento delle pareti, queste piastrelle sono spesso più fragili anche per via degli effetti decorativi, come rilievi e spugnature.

Gres: la piastrella presenta lo stesso colore per l'intero spessore e il materiale viene colorato durante l'impasto. Si tratta comunque di un materiale omogeneo e molto resistente all'acqua. Possibilità di scelta tra piastrelle di gres lucido o opaco. Attualmente il gres è uno dei materiali da rivestimento maggiormente richiesti in Italia anche grazie ai suoi costi contenuti.

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