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Scale a chiocciola: scenografia salva-spazio

Volontà di mettere in collegamento i piani salvaguardando spazio utile, oppure frutto di una precisa scelta stilistica: la scala a chiocciola è una scelta d'arredo che non smette di attrarre consensi, non solo da parte degli sconfinati open space ma anche degli ambienti più sacrificati, attenti alle questioni di spazio ma senza tralasciare lo stile. Questa scelta richiede comunque una progettazione oculata in particolare per la necessità di predisporre dimensioni adeguate, specie se se ne fa un utilizzo frequente.

Composta da un elemento portante centrale attorno al quale si sviluppano a raggiera i gradini, la scala a chiocciola consente di spaziare tra materiali diversi. La sua parte centrale è realizzata in legno o metallo, mentre i gradini possono essere realizzati in ceramica, vetroresina, legno, parquet o cristallo: particolarmente utilizzato è anche l'acciaio inox.

Un'esemplificazione particolarmente convincente delle potenzialità offerte dalla scala a chiocciola è il sistema Trio, progetto da Rintal e Giugiaro Architettura, resa affascinante anche da un sistema d'illuminazione pensato per attivare l'accensione e lo spegnimento delle luci in corrispondenza dell'utilizzo della scala. Non è solo la scenografia ma anche la sicurezza a fare la forza della scala Trio, visto il sistema di laccatura del legno che prevede l'utilizzo di microsfere di polipropilene per garantire l'effetto anci-scivolo e anti-graffio.

Accanto alle forme particolarmente flessuose dei gradini e delle ringhiere, il sistema spinge al massimo l'ottimizzazione degli spazi ridotti attraverso la soluzione Trio 180°: una scala che dimezza lo sviluppo normalmente richiesto per mettersi in comunicazione con lo spazio superiore.

(foto © Rintal)

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